(via nitrogen)
Ei… non so davvero come cominciare questo messaggio..
Partirei da un “come stai”, si parto da qui.
Come stai? Ho saputo che questo periodo che stai passando non è tanto facile, ho saputo che hai rallentato il ritmo e che hai cercato di stare più tranquillo possibile, delle volte ci vuole far riposare la mente ed il cuore.
Sono sicura che adesso tu stia meglio e che anche il lavoro pian piano stia andando come tu hai sperato.
Volevo dirti che qui dove sono sto bene, sono sicura che ti interessi anche se delle volte metto in dubbio qualsiasi cosa… ma so che ti interessa anche se non lo mostri. Il tuo cuore come sta? I giorni prima di sapere del tuo ricovero sentivo che qualcosa non andasse ma non sapevo cosa, poi mi hanno detto di te, ed ho capito cosa non andava. Oh il mio italiano, sta diventando davvero pessimo quindi non badare a questo.
Perché ti scrivo? Ah non lo so, cioè si lo so, io sono andata avanti, sono serena e sto vivendo uno dei miei sogni più grandi stando qui, ma delle volte, mi torni in mente e mi torna in mente tutto. Spero che capiti anche a te di tanto in tanto.
Ieri notte pensavo a te e pensavo a quanto avrei voluto averti sul supporto videonanna che ho portato qui… Ho portato poche cose di te, proprio per cercare di pensarti il meno possibile, solo questo, il tuo anello che adesso non porto più sulla mano del cuore, e una mini lettera che mi scrivesti. Delle volte la leggo, si sono pochissime parole, una piccola frase, ma racchiude tutto l’amore che ci siamo dati.
Io sono così orgogliosa di te, davvero, sapevo che, anche con tutte le situazioni travagliate che si sono presentate lungo il cammino tu ci saresti riuscito, e sono sicura che anche tu sei orgoglioso di te stesso.
Sono orgogliosa anche di me, che ho avuto il coraggio di voltare pagina e di ripartire da zero scrivendone di nuove, spero che anche tu possa essere orgoglioso di me.
Sai, vorrei tanto sentirti, raccontarti delle mie giornate, delle persone meravigliose che sto conoscendo e di quanto qui mi vogliano bene e mi rispettino. Vorrei tanto parlarti di quanto pur non essendo a casa mi ci sento e vorrei tanto poterti stringere per un momento per esserci davvero a casa. Non fraintendermi, io so che le cose sono andate come dovevano, almeno per il momento, ma tu resti una parte fondamentale di me. Eri il mio migliore amico, il mio confidente, la mia roccia ed è per questo che mi manchi. Ti parlo dal profondo del cuore, io so che per un momento siamo stati giusti l’uno per l’altra, e so che in altre situazioni invece abbiamo solo pensato a lottare, ma ho bisogno di te nella mia vita, ho bisogno di tanto in tanto di sentire la tua voce e la tua risata, ho bisogno di te che mi racconti come va la tua vita, se i tuoi genitori sono orgogliosi perché quella era la cosa più importante per te, anche se forse lo negherai.
Ok sto parlando a ruota e forse tu mi odierai però delle volte lo sai che ho bisogno di buttare fuori tutto quello che ho dentro. Io non sono più innamorata di te, non piango più ogni notte e non mi chiudo più a riccio stando sola nella mia camera allontanando tutti da me, ma io ti amo ancora, anche se non ci sei, anche se non mi tocchi, io l’amore lo sento dentro di me e questa cosa non voglio perderla. Spero che il destino possa farci incontrare ancora, e magari non saremo più due amanti che sognano una vita assieme, magari potremo amarci in maniera diversa, solo parlando ed essendo presenti l’uno nella vita dell’altro. Io ti amo e mai nessuno potrà togliermi questo sentimento che provo, neanche tu ignorandomi o spingendomi via come è già successo. Sono quasi sette mesi che siamo distanti, tra due giorni in realtà lo saranno. ma tu resti sempre il mio dolce amore. Scusami se delle volte sono stata d’intralcio, non volevo e lo sai bene. Spero di rivederti un giorno, spero che potrai amarmi ancora, magari in maniera diversa, ma perlomeno amarmi di nuovo. Grazie per quello che mi hai lasciato perché per quanto male ci sia stato, è rimasto in me solo il bene. Spero di sentirti presto, e se avrai bisogno di una vacanza al freddo, casa mia è aperta. Prenditi cura di te, cercherò di fare lo stesso anche io.
Quando si rifà vivo dopo mesi con un semplice
“ehi ciao come stai?”
ma Kierkegaard scrisse:
«Volevo scriverti,
non per sapere come stai tu,
ma per sapere come si sta senza di me.
lo non sono mai stato senza di me, e quindi non lo so.
Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene,
a non sentirmi ridere,
a non sentirmi canticchiare canzoni stupide,
a non sentirmi parlare,
a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio,
a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno,
a non avermi pronto a fare qualsiasi cosa per farti stare bene.
Forse si sta meglio.
Forse no.
Però mi e venuto il dubbio, e vorrei anche sapere se, ogni tanto, questo dubbio è venuto anche a te.
Perché sai.
Io a volte me lo chiedo,
come si sta senza di te,
poi però preferisco non rispondere,
che tanto va bene così.
Ho addirittura dimenticato me stesso,
per poter ricordare te.»